Viticoltura Biologica

Hand serving wine from a bottle into a glass with a wine cork, leaves and another filled glass on the side
La Casa di Sophia desidera divulgare il suo programma di viticoltura biologica nel tentativo di sfatare i miti e le leggende secondo cui insetti e malattie non possono essere uccisi con insetticidi naturali.

Nel 2011, i produttori di vino vicini erano molto scettici sulla nostra viticoltura biologica. In questi ultimi anni però il vigneto de La Casa di Sophia è cresciuto sia in fertilità che in produzione grazie ai programmi di viticoltura biologica di regioni come Emilia Romagna e Veneto. In particolare ha ricevuto il sostegno dell'AIAB Sardegna (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica in Sardegna); un segnale sicuro, che sta crescendo l'importanza di coltivare con metodi rispettosi dell'ambiente.

La Casa di Sophia desidera divulgare il suo programma di viticoltura biologica nel tentativo di sfatare miti e leggende secondo cui insetti e malattie non possono essere uccisi con sostanze naturali.



La nostra azienda agricola utilizza i seguenti prodotti: zolfo in polvere e zolfo da tavola (per contenere l'oidio e l'infezione del braccio morto); rame (nei limiti consentiti dalla legge, per contenere la peronospora); Bacillus Thuringiensis (un batterio) è usato per uccidere la tignola della vite. Questo avviene in due fasi. Per prima cosa mettiamo trappole con feromoni per attirare la falena. Una volta alla settimana contiamo i numeri; una volta raggiunti i numeri di riproduzione i batteri vengono spruzzati sulle piante per evitare che la tignola danneggi gli acini; si usano secchi d'acqua e zucchero per attirare il Tropinota Hirta; l'olio essenziale di arancia dolce viene utilizzato nella lotta alla cicalina; ultimo ma non meno importante, utilizziamo un nematode chiamato Heterorhabditis Bacteriophora per combattere un insetto fitofago locale chiamato Triodonta raimundii (presente solo nell'isola di Sant'Antioco e Porto Pino). Questo è il risultato della ricerca condotta dall'agronomo Emanuele Gosamo su richiesta personale.

Altre tecniche che utilizziamo sono: concimiamo con compost proveniente da allevamenti biologici certificati oppure, mediante concimazione con legumi verdi biologici. Tre o quattro volte all'anno piantiamo legumi per migliorare i composti organici del terreno. Infine, usiamo l'antica pratica di piantare i tralci per sostituire le viti mancanti. I tralci sono identici alla vite madre.


La Casa di Sophia pubblica online la ricerca sulla Triodonta Raimundii nella speranza che sempre più viticoltori rinuncino all'uso di pesticidi dannosi per la vite e per l'ambiente. Investire in ricerca e selezionare per una mirata lotta ecologica agli insetti, si rivelerà vincente in quanto la vendemmia darà uve più sane e abbondanti.



La casa di Sophia ha partecipato al progetto di ricerca “SDULCIS_ Repellenti edibili nella strategia push & pull a difesa delle colture agrarie di pregio” condotto dall'Istituto CNR di Chimica Biomolecolare di Sassari e partecipa al progetto di ricerca “Progetto cluster top-down GA- VINO_Metodi e tecnologie per una gestione innovativa e sostenibile della risorsa idrica nel vigneto”, condotto da Università degli Studi di Sassari (Dipartimento di Agraria), Università di Cagliari (Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica), AGRIS Sardegna, CNR IBE (Istituto per la Bioeconomia).

I nostri vini

Il gusto dei vini La Casa di Sophia, Mangiabarche e Istmo fonde il sapore dell'uva, le mani esperte di chi se ne prende cura, la terra, l'aria salmastra e la piena consapevolezza della loro fragilità. Il nostro vino non ha segreti.

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